Pagani de Marchi

Azienda Agricola · Casale Marittimo · Costa Toscana

Dalla terra etrusca
sorge il nostro vitigno

Cinque ettari di vigna biologica tra Volterra e il mare, su una terra che custodisce la tomba di un principe etrusco.

Chi siamo

Una storia familiare,
un terreno con radici etrusche

Siamo un’azienda familiare, nata per la volontà di Enrico Pagani e Pia Pagani de Marchi, sviluppata da Pia e oggi portata avanti dal figlio Matteo — con un continuo desiderio di innovare, imparare e aprire la mente.

01

Famiglia

Tre generazioni di passione: dai fondatori Enrico e Pia, originari della Svizzera, a Matteo, oggi alla guida dell’azienda.

02

Cultura

La cantina è sempre stata un modo per diffondere cultura, raccontare le storie della nostra terra e imparare.

03

Innovazione

Mentalità aperta e voglia di metterci in discussione: dalle anfore di terracotta alla ricerca scientifica in vigna.

5ettari vitati
200 msul livello del mare
2009certificazione biologica
4vitigni coltivati

La nostra storia

Dal ritrovamento a oggi

1987

Il ritrovamento

Durante i lavori agricoli emergono due sculture in pietra calcarea del VII secolo a.C., tra le più antiche dell’intera Etruria. Gli scavi della Sovraintendenza riportano alla luce la necropoli etrusca di Casa Nocera.

1996

Nasce l’azienda

Enrico e Pia impiantano il primo vigneto, ispirandosi ai grandi vini francesi. L’incontro con Michele Satta, produttore a Bolgheri, orienta la filosofia aziendale e la scelta dei vitigni.

2001

La prima vendemmia

Il terreno rivela la sua vocazione: nasce il primo vino, dedicato al Principe Guerriero. La nuova cantina, quasi invisibile dall’esterno, è progettata per non deturpare il paesaggio.

2009

La scelta biologica

L’azienda adotta la conduzione biologica certificata: niente diserbanti chimici né molecole di sintesi. Il bio come punto di partenza verso l’ecosostenibilità.

2018

La ricerca in vigna

Al via la collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università di Pisa: un progetto sperimentale di lotta biologica contro la tignola della vite.

2021

La nuova generazione

Pia passa il testimone al figlio Matteo, che imprime all’azienda un indirizzo più giovane e dinamico, nel rispetto delle radici.

2023

Il ritorno all’anfora

Il Principe Guerriero viene vinificato in anfore di terracotta, come verosimilmente avveniva al tempo del Principe etrusco, la cui tomba si trova nel mezzo dei vigneti.

L’interno della tomba del Principe Guerriero La spada del Principe

Le origini etrusche

Il Principe Guerriero
riposa tra le nostre vigne

Nella tomba principale della necropoli di Casa Nocera — una grande cassa di lastre di pietra — asce di bronzo, spade, lance, un elmo e uno scudo da parata rivelarono un guerriero. L’ascia, simbolo di potere politico e militare, e il lituo d’avorio lo identificano anche come sacerdote e capo del clan: un Principe Guerriero, probabilmente il fondatore dell’insediamento di Casalvecchio, sepolto qui tra la fine dell’VIII e i primi decenni del VII secolo a.C.

«Qui c’è qualcosa!!»

— Pia Pagani de Marchi, vedendo l’ascia del Principe spuntare dal terreno durante gli scavi

La papera in bronzo dell’ascia — lo psicopompo, portafortuna in guerra per gli Etruschi — è oggi il simbolo della nostra azienda. E tra i reperti fu trovato un intero servizio da degustazione: la prova che qui il vino si faceva già più di 2.500 anni fa.

Scopri la storia etrusca

La famiglia

Sviluppata da Pia,
guidata da Matteo

Pia acquistò il podere nei primi anni ’80 come casa per le vacanze estive, a pochi chilometri da Volterra. Con il marito Enrico, appassionato di vini francesi, decise poi di trasformarlo in un’azienda vinicola. Dal 2021 è Matteo a portarla avanti, affiancato dai collaboratori storici.

«Noi mettiamo tempo e pazienza per affinarli, a voi chiediamo solo di aspettarli.»

— Pia Pagani de Marchi
  • Enrico PaganiFondatore
  • Pia Pagani de MarchiFondatrice
  • Matteo PaganiAlla guida dal 2021
  • Attilio PagliEnologo
  • Michele SattaConsulente enologo
  • Stefano MoscatelliAgronomo
  • Ilaria SimoniOspitalità & vendite
Pia e Matteo Pagani de Marchi
Pia e Matteo, 2022

Terroir & metodo

Un lavoro quasi artigianale

L’intervento dell’uomo come supporto al lavoro della natura: agricoltura biologica, fermentazioni spontanee e una cantina che non si vede.

Suolo
Argille sedimentarie del Pliocene: calcaree, ricche di potassio, magnesio e calcio assimilabile.
Vigneto
Circa 5 ettari esposti a Sud-Est, Sud e Sud-Ovest, a circa 200 metri sul livello del mare.
Vitigni
Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Vermentino, allevati a Guyot.
Rese
50–60 quintali per ettaro: un lavoro quasi artigianale, possibile solo su piccole superfici.
Cantina
Vasche d’acciaio da 50 hl a temperatura controllata, fermentazioni spontanee, rimontaggi manuali.
Affinamento
Barrique e tonneaux di rovere francese, anfore di terracotta; poi 12–18 mesi di bottiglia.
Lavoro nella vigna

Cultura

Festival del Pensare

Pia è protagonista nell’organizzazione del Festival del Pensare: ogni anno invita personaggi di fama internazionale — scienziati, artisti, filosofi e persino astronauti — per aprire la mente dei partecipanti a nuovi punti di vista. Il festival è diventato una vera istituzione culturale della regione.

Visita il sito del festival

Vieni a trovarci

Il vino è poesia della terra

Visite in cantina con degustazione guidata dal lunedì al sabato alle 16:00, su prenotazione.
Dalla barriccaia con le anfore di terracotta alla terrazza panoramica su Casale Marittimo.